Finalmente ecco che trova soddisfazione una lunga ricerca nel cono d’ombra della letteratura scatologica.
Poiché è arcinoto che non ci si può mondare dai peccati se non li si ha compiuti prima, altrettanto è per la letteratura. Insozzare i versi e la prosa e poi slordarsi e asciugarsi con pagine dantesche è opera da far guadagnare il paradiso a chiunque vi ponga mano. E nel caso del poemetto che vi sto per presentare, il porvi mano varrà una metafora ributtante ancorché irresistibile.
Ecco uscire dal cilindro della Sezione Lipparini un altro campione di facezie: dopo Pietro Aretino(il gran poeta tosco che di tutti parlò mal fuori che di Cristo, scusandosi col dir: non lo conosco) e i suoi sonetti lussuriosi, arriva La Merdeide di Tommaso Stigliani. Poemetto sugli stronzi di Madrid risalente al primo ‘600.
Non dico altro c’è tutto nel link.
Ps: il fatto che in questo momento, si potrebbe scrivere un poemetto sulla mia vita e, senza far torto alla tassonomia né ai generi letterari, lo si potrebbe chiamar Merdeide, non fa che rafforzare il mio amore per la letteratura: enjoy!
mercoledì, ottobre 10, 2007
venerdì, ottobre 05, 2007
Veronica e i criceti

Devo interrompere il mio silenzio, mi dispiace, ma non posso tacere oltre.
Sarò molto breve.
Veltroni è stato zitto per un po’ di tempo, si è tenuto Au-dessus de la mélée per quanto riguarda, grillismo etc etc.
Però ora è tornato in grande stile con una cazzata micidiale. Degna di un leader che, come tutti i nostri potenziali leader ha perso i contatti con la realtà. E se queste sono mosse per avvicinarsi alla società civile: complimenti Veltroni! Ammazza aò! Il genio della politica italiana si è sbizzarrito.
Avrete capito di certo a cosa mi riferisco, no? Al fatto che Veltroni vuole in squadra Veronica Lario. E va bene, bella donna, intelligente, colta, sofisticata, due spanne sopra il marito ( in tutti i sensi, al netto dei sopratacchi di Silvio). Però, in virtù di cosa VeronicaLario dovrebbe avere un posto nel partito democratico?
Quali meriti? Quali competenze?
E soprattutto perché Veronica sì e Cristiano Malgioglio no? Cristiano Malgioglio ha scritto delle bellissime canzoni per Mina.
Perché Veronica Lario sì e Vanna Marchi no?Aò, Vanna si è fatta da sola, sfido chiunque a fare quello che ha fatto lei, è una lady di ferro, altro che la Thacher!
Perché Veronica Lario sì e Platinette no? Guardate che Platinette spacca eh, è un uomo intelligentissimo e sofisticato.
Ora, se la provocazione di Veltroni voleva mettere in risalto l’esiguità estetica di Rosy Bindi ok, transeat. Però resta il fatto che è un’affermazione da 2 in pagella per tutti quelli che alle primarie ci andranno sperando in qualcosa di nuovo. E poi caro Veltroni sapere che la Bindi ti ha scavalcato a sinistra non ti fa un po’ senso? Sarebbe come se io un giorno svegliandomi scoprissi di essere diventato ciellino. E Formigoni mi portasse la colazione a letto. Che incubo!
Secondo me, la notizia più interessante del giorno è che Diego A. Golombek, dell'università nazionale di Quiles, Argentina, ha scoperto che il viagra può essere assunto dai criceti per superare i disturbi provocati da cambiamento del fuso orario. E ha vinto il premio ig-nobel! Veltro, se scopri che Veronica Lario può aiutare i maschi di sinistra a provare desiderio sessuale per Rosy Bindi, e quindi a far sì che le mogli votino te per non avere per casa uomini comunisterotomani che ogni sera si eccitano davanti a tg parlamento, il prossimo anno lo vinci anche tu! Ad astra per aspera!
Sarò molto breve.
Veltroni è stato zitto per un po’ di tempo, si è tenuto Au-dessus de la mélée per quanto riguarda, grillismo etc etc.
Però ora è tornato in grande stile con una cazzata micidiale. Degna di un leader che, come tutti i nostri potenziali leader ha perso i contatti con la realtà. E se queste sono mosse per avvicinarsi alla società civile: complimenti Veltroni! Ammazza aò! Il genio della politica italiana si è sbizzarrito.
Avrete capito di certo a cosa mi riferisco, no? Al fatto che Veltroni vuole in squadra Veronica Lario. E va bene, bella donna, intelligente, colta, sofisticata, due spanne sopra il marito ( in tutti i sensi, al netto dei sopratacchi di Silvio). Però, in virtù di cosa VeronicaLario dovrebbe avere un posto nel partito democratico?
Quali meriti? Quali competenze?
E soprattutto perché Veronica sì e Cristiano Malgioglio no? Cristiano Malgioglio ha scritto delle bellissime canzoni per Mina.
Perché Veronica Lario sì e Vanna Marchi no?Aò, Vanna si è fatta da sola, sfido chiunque a fare quello che ha fatto lei, è una lady di ferro, altro che la Thacher!
Perché Veronica Lario sì e Platinette no? Guardate che Platinette spacca eh, è un uomo intelligentissimo e sofisticato.
Ora, se la provocazione di Veltroni voleva mettere in risalto l’esiguità estetica di Rosy Bindi ok, transeat. Però resta il fatto che è un’affermazione da 2 in pagella per tutti quelli che alle primarie ci andranno sperando in qualcosa di nuovo. E poi caro Veltroni sapere che la Bindi ti ha scavalcato a sinistra non ti fa un po’ senso? Sarebbe come se io un giorno svegliandomi scoprissi di essere diventato ciellino. E Formigoni mi portasse la colazione a letto. Che incubo!
Secondo me, la notizia più interessante del giorno è che Diego A. Golombek, dell'università nazionale di Quiles, Argentina, ha scoperto che il viagra può essere assunto dai criceti per superare i disturbi provocati da cambiamento del fuso orario. E ha vinto il premio ig-nobel! Veltro, se scopri che Veronica Lario può aiutare i maschi di sinistra a provare desiderio sessuale per Rosy Bindi, e quindi a far sì che le mogli votino te per non avere per casa uomini comunisterotomani che ogni sera si eccitano davanti a tg parlamento, il prossimo anno lo vinci anche tu! Ad astra per aspera!
lunedì, settembre 24, 2007
Pausa di riflessione
Dopo un po’, dai e dalli, arriva il momento che basta. Perché è proprio quel momento che basta a tutto, basta solo lui a far da epitome ad anni interi di vita, e in un colpo riassume, dando un senso cosmico - ovvero di vuoto siderale - a tutto quanto hai vissuto sinora. Eppure era una vita così densa la mia, che a vederla ora, riassunta in un attimo, mi sento come di fronte a un’opera d’arte contemporanea. E il senso è quello di non sapere nulla. Dire che non ci capisco niente sarà persino troppo banale, ma mai quanto banale è l’esito fulmineo e balenante di quest’attimo. Un nulla gonfio di vita e dunque ancor più inutile: non ci si fa nulla di una stanza piena di chincaglierie: per quanto pittoresche siano, son sempre chincaglierie.Il problemuccio di fondo è che quando il pugile avversario capisce che t’ha rotto una costola, mena sempre lì. Soprattutto quando il tuo peggior avversario sei tu stesso e non perché sei masochista, ma perché per tenerti in allenamento o trovi uno sparring parter degno oppure ti massacri da solo. Non c’è uscita.
Se anche quando potresti essere contentino, non lo sei perché talmente esigente con te stesso non ti accorgi nemmeno che da te si può esigere ben poco e non sono gli altri a esigerlo ma tu solo - perché poi ‘sto gran cadeau non sei e non lo sarai mai, e gli altri lo sanno già - e che dunque faresti meglio a esigere solo il minimo sindacale per tirare avanti quella baracca esistenziale che è la tua vita, allora, allora dico, è tempo di fermarsi un attimo: giusto per non sprecar parole per dire cose nuove ma che dette così sembran già dette e affinchè tutto non si trasformi in un gigantesco deja vu.
Per questo vi saluto per un po’… vado in rehab.
Ps: la foto coglie due piccioni con una fava: rispecchia il mio stato d'animo ed è un tributo al grande marcel.
venerdì, settembre 14, 2007
il tafanario di D'Alema
Ho capito bene che Grillo è un populista.
Me l' hanno detto tutti i miei amici intellettuali (e li chiamo intellettuali perché se mi chiamassero intellettuale a loro volta, li denuncerei per diffamazione), tutti i miei cattivissimi maestri e anche qualche politichello. L’argomentazione è giusta: Grillo non risolve i problemi, butta tutto in cagnara; se distruggi i partiti vince solo che ha i soldi (vedi Berlusconi dopo tangentopoli), in politica ci vuole organizzazione, non deve vincere l’arbitrio e il pecoreccio etc etc etc
E’ abbastanza indicativo che siano più gli uomini di sinistra a sentirsi toccati da questo piccolo tsunami; quelli di destra, Fini a parte tacciono. Facile spiegare perché: non gliene frega un cazzo. A loro! E giustamente e coerentemente, non glien' è mai fregato un cazzo di quel che pensa la piazza.
Invece la sinistra mostra tutte le sue abilità equilibristiche nel cercare di inquadrare quanto accaduto e le evoluzioni, come al solito, sono spettacolari.
Bertinotti dice “Grillo riempe i vuoti della politica”.
Rispondo io: allora perché non li chiudi tu questi buchi, caro compagno Bertinotti? Penso che sia piuttosto grave che Beppe Grillo copra i vuoti della politica. Tanto più che non è affatto vero che Grillo riempie i vuoti della politica giacchè non è (e speriamo non lo diventi mai) un uomo politico.
Diliberto dice “attenti, l’antipolitica è sempre di destra!!!”. La mossa è intelligente perché sminuisce e liquida in poche parole tutto l’ambaradan di Grillo. Però è pura retorica: è vero che la sinistra ha bisogno dei partiti, ma il fatto è che ha ancor più bisogno di politici modello Berlinguer, e non modello ex militanti-combattenti del partito dei comunisti cannibali passati magicamente dai NUCLEI ARMATI ai NUCLEI ARMANI. Allora, il povero cristo pensa che se proprio non c’è modo di far desistere questi uomini politici dallo spadroneggiare sulla cosa pubblica, tanto vale abbattergli il piedistallo sui quali si reggono: ovvero, i partiti.
Concludo con Il D’Alema pensiero, il più bel fico del bigoncio come lo chiama Cossiga, e se mi facesse un complimento Cossiga, io lo denuncerei – anche lui – per diffamazione.
Il fico di Gallipoli dice “non è vero che Grillo copre i buchi della politica perché non offre risposte ai problemi”. Ottimo, il fatto è che Grillo ha posto delle domande, non ha proposto risposte. Lo so che è una posizione un po’ da paraculo quella di colui che pone solo domande, però intanto le ha poste. E per il momento i potenziali interlocutori si attardano a rispondere. E qualcuno timidamente prova a dire che il Partito Democratico è la risposta ai problemi. Mah!!!! Sarà!!! Ho i miei dubbi. Di certo, però, meglio di niente. E’ un modo per ripensare alla struttura del partito. Sì perché i partiti sono morti da almeno 10 anni, lo dicono tutti i politici illuminati. Ma quanto magnano ancora ‘sti partiti! Sono casi di bulimia post-mortem. Si sa, vermi e cadavere dopo un pò si compenetrano a tal punto che non li distingui più.
E poi, per salvarsi in corner, D’Alema dice che anche tangentopoli ha distrutto i partiti e come sia andata a finire lo sanno tutti: ha vinto il più ricco, l’antipolitico Berlusconi. Ora, caro D’Alema, è un segreto di pulcinella che dietro tangentopoli ci sia stata una forte regia Rossa. Le monetine a Craxi non gliel’ho tirate io. Perché allora non facciamo un bel repulisti anche adesso? Perché adesso ti trema il tafanario?Se queste cose le avesse dette un uomo di destra, non mi sarei stupito. Il fatto che queste cose le dicano anche quelli di sinistra mi lascia un po’ perplesso.
Me l' hanno detto tutti i miei amici intellettuali (e li chiamo intellettuali perché se mi chiamassero intellettuale a loro volta, li denuncerei per diffamazione), tutti i miei cattivissimi maestri e anche qualche politichello. L’argomentazione è giusta: Grillo non risolve i problemi, butta tutto in cagnara; se distruggi i partiti vince solo che ha i soldi (vedi Berlusconi dopo tangentopoli), in politica ci vuole organizzazione, non deve vincere l’arbitrio e il pecoreccio etc etc etc
E’ abbastanza indicativo che siano più gli uomini di sinistra a sentirsi toccati da questo piccolo tsunami; quelli di destra, Fini a parte tacciono. Facile spiegare perché: non gliene frega un cazzo. A loro! E giustamente e coerentemente, non glien' è mai fregato un cazzo di quel che pensa la piazza.
Invece la sinistra mostra tutte le sue abilità equilibristiche nel cercare di inquadrare quanto accaduto e le evoluzioni, come al solito, sono spettacolari.
Bertinotti dice “Grillo riempe i vuoti della politica”.
Rispondo io: allora perché non li chiudi tu questi buchi, caro compagno Bertinotti? Penso che sia piuttosto grave che Beppe Grillo copra i vuoti della politica. Tanto più che non è affatto vero che Grillo riempie i vuoti della politica giacchè non è (e speriamo non lo diventi mai) un uomo politico.
Diliberto dice “attenti, l’antipolitica è sempre di destra!!!”. La mossa è intelligente perché sminuisce e liquida in poche parole tutto l’ambaradan di Grillo. Però è pura retorica: è vero che la sinistra ha bisogno dei partiti, ma il fatto è che ha ancor più bisogno di politici modello Berlinguer, e non modello ex militanti-combattenti del partito dei comunisti cannibali passati magicamente dai NUCLEI ARMATI ai NUCLEI ARMANI. Allora, il povero cristo pensa che se proprio non c’è modo di far desistere questi uomini politici dallo spadroneggiare sulla cosa pubblica, tanto vale abbattergli il piedistallo sui quali si reggono: ovvero, i partiti.
Concludo con Il D’Alema pensiero, il più bel fico del bigoncio come lo chiama Cossiga, e se mi facesse un complimento Cossiga, io lo denuncerei – anche lui – per diffamazione.
Il fico di Gallipoli dice “non è vero che Grillo copre i buchi della politica perché non offre risposte ai problemi”. Ottimo, il fatto è che Grillo ha posto delle domande, non ha proposto risposte. Lo so che è una posizione un po’ da paraculo quella di colui che pone solo domande, però intanto le ha poste. E per il momento i potenziali interlocutori si attardano a rispondere. E qualcuno timidamente prova a dire che il Partito Democratico è la risposta ai problemi. Mah!!!! Sarà!!! Ho i miei dubbi. Di certo, però, meglio di niente. E’ un modo per ripensare alla struttura del partito. Sì perché i partiti sono morti da almeno 10 anni, lo dicono tutti i politici illuminati. Ma quanto magnano ancora ‘sti partiti! Sono casi di bulimia post-mortem. Si sa, vermi e cadavere dopo un pò si compenetrano a tal punto che non li distingui più.
E poi, per salvarsi in corner, D’Alema dice che anche tangentopoli ha distrutto i partiti e come sia andata a finire lo sanno tutti: ha vinto il più ricco, l’antipolitico Berlusconi. Ora, caro D’Alema, è un segreto di pulcinella che dietro tangentopoli ci sia stata una forte regia Rossa. Le monetine a Craxi non gliel’ho tirate io. Perché allora non facciamo un bel repulisti anche adesso? Perché adesso ti trema il tafanario?Se queste cose le avesse dette un uomo di destra, non mi sarei stupito. Il fatto che queste cose le dicano anche quelli di sinistra mi lascia un po’ perplesso.
mercoledì, settembre 12, 2007
Dirottamento
Poichè l'argomento trattato dall'ottimo NOIVOILORO, è lo stesso che volevo trattare io, non mi resta che dirottare i fedelissimi là.
Ottimo Noi,Voi,Loro
Ottimo Noi,Voi,Loro
sabato, settembre 01, 2007
Diana, Oh Diana….Diana Steak-Hutzee!!!!

Anche gli inglesi sono alla frutta! Menomale, non siamo gli unici.
La Sezione Lipparini ha seguito più o meno attentamente il baillamme mediatico creato intorno alla cerimonia religiosa per i 10 anni della morte di Lady Diana: uno spasso.
Fioccano le interpretazioni sociologiche su dieci anni di strategia comunicativa della famiglia reale britannica e sul popolo mondiale di creduloni adoranti Lady D.
La conclusione, sommariamente parlando, è che gli Inglesi devono ritenersi molto fortunati che Oliver Cromwell abbattè la monarchia nel XVII secolo, altrimenti sarebbero ancora governati da un’equipe di persone dove gli elementi che svettano maggiormente per intelligenza sono i cappelli da vecchia carampana della regina Elisabetta .
Stiamo ai fatti: da dieci anni si cerca di fare di Lady D. una specie di santa, un’icona, una persona eccezionale. Orbene, non si capisce come una donna che, con tutto quel che di buono può aver fatto nella vita – francamente alla voce “buone azioni “ si registrano solo le missioni per l’Unicef che, diciamocelo, le fanno ormai cani e porci – non è stata sicuramente un esempio di rettitudine morale né di impegno sociale, né di impegno politico, né di qualcos’altro.
Gian Antonio Stella, nel suo libro La Casta dice che il personale addetto alla manutenzione del Quirinale è il doppio di quello di Buckingham Palace… menomale, perché altrimenti Carlo sarebbe stato doppiamente cornuto!!! E’ chiaro che avere accanto un canchero come Carlo avrebbe indotto chiunque a tradirlo e in maniera plurima, tuttavia il suddetto comportamento non è certo da scriversi sotto la denominazione “il metodo breve per la santità”. Credo che per il buon gusto che Carlo ha dimostrato negli anni, le corna che Diana gli ha messo saranno sempre troppo poche, parimenti, farla santa mi sembra un po’ troppo. E intendiamoci, se a questo soprannumero di estensioni cheratinose apparse sulla cute di Carlo, fosse corrisposto un congruo numero di azioni politiche-sociali che avessero inciso sulla vita delle persone, io l’avrei fatta santa anche da viva: ma non fu così.
So bene che la Casa Reale inglese ha amato e ha usato Diana più da morta che da viva e che l’icona della principessa Semplice-e-alla-mano (anche a quella dello stalliere!) è l’unica ancora di salvezza di fronte a Carletto-Tampax a Camilla-lavogliamatta, William-sciapo-come-la-broda-degli-gnocchi, ed Herry-il-botticello, però… un minimo di ritegno!
Per non parlare delle modalità della cerimonia che hanno quasi del cafonesco: no alla cerimonia pubblica, ma sì alle televisioni. Con tanto di Henry-botticello che fa un discorso strappalacrime,
Elton John, ministri e minestrine e, immancabilmente, cappelli da carampana.
E gli inglesi ancora credono a ‘sta storia!!!
Tanto più che Diana ha commesso l’ultimo, e il più imperdonabile, dei suoi peccati proprio morendo: è morta incautamente durante gli ultimi giorni di agonia di Madre Teresa di Calcutta e, schiaffo morale, le ha rubato la scena con un magnifico funerale che è diventato uno degli argomenti più gettonati sui libri di carta fritta, ovvero di quella branca scientifica la cui bibliografia ben si presta a drenare l’unto delle patatine: la sociologia. Insomma, la povera Madre Teresa si è vista declassata anche in articulo mortis. E la questione entra nel vivo proprio qua: il 5 settembre sarà il decimo anno dell’anniversario della morte di Madre Teresa e, per il momento, l’unico articolo, anche se un po’ melenso, che ho visto sull’argomento l’ho trovato su Vanity Fair – se questo è il giornalismo italiano, ‘annamo bbbene!
Voglio proprio vedere, quando sarà il momento, se qualcuno si ricorderà di Madre Teresa, soprattutto stasera a Loreto, al raduno mondiale dei Papa Boys – sottotitolato “speriamo che volino più palloncini che preservativi”. Voglio proprio sentire se questi gerarchi del vaticano invece di brindare a martini rosso e oliva christi si ricorderanno di quella suora che, pur con luci e ombre, qualcosina ha fatto. Perdonatemi! Non sono moralista! Lo sono solo con i moralisti. Come non sono un tifoso dell’inter, ma lo sono in presenza di milanisti e juventini.
Intanto posso solo sperare che Dio non mi fulmini per questo post..per Bacco, sarà mica filomonarchico e ciellino anche lui!?!?! Di certo non sarà né milanista né juventino!
giovedì, agosto 23, 2007
Tutti "Gli amanti" di Ornella

C’è molto da raccontare di questa estate:Scurano, Salento, annegamenti rischiati, affondamenti psicologici, fallimenti, abbagli, un deludente killer professionista etc etc.
Tuttavia sarà d’obbligo parlare di un concertino niente male che abbiamo visto negli ultimi giorni di Luglio. Il concerto di Ornella Vanoni in Piazza Santo Stefano
Sì, d’accordo, la cosa non è molto fresca però vale la pena di parlarne. Per due motivi: il primo, ovviamente, è che Ornella, è nata nel 1934 e facendo due conti, io l’ho vista cantare su due tacchi a spillo paurosi, elegantissima, per un’ora e mezzo con la sua voce nivale (quasi) ancora tutta intera. Questo già avanzerebbe.
Il secondo è che nelle radio sta girando il suo nuovo singolo (il disco nuovo uscirà in autunno) “Gli amanti” e dalle sensazioni che ho avuto credo che sarà un bel disco. Sento che le emittenti stanno rilanciando i suoi vecchi successi per fare da apripista al nuovo lp. E bisogna anche dire che “Gli Amanti” è ben fatta, nulla di troppo pretenzioso, una canzonetta estiva – come lei stessa dice sul suo sito – ma come al solito elegante, pulitissima e con gli arrangiamenti che ricordano il disco “un panino una birra e poi”.
Fatta questa premessa pesudo-musicologica, torniamo a LEI. Ormai quali sono le passioni della Sezione lo sapete. Non ho saputo resistere al ruggito di un’altra vecchia leonessa, austera, capricciosa, e snob snob snob da farmi venire i singhiozzoni solo a dirlo.
Ornella è ancora superba, nel misto di isteria e affetto che usa al suo pubblico e ai suoi musicisti. Io ero tra le prime file contornato da un’umanità varissima: una percentuale altissima di gay che limonavano a manetta e un’altra grande percentuale di attempate sciure che, alla vecchia maniera, si erano portate la sedia da casa.
“era lei, soffocante e leggera, un’amante che ti spia, dato che è già stata sua tua, mia….musica musica” Il concerto parte con “musica musica” e anche le nonnette cigolanti si alzano e ondeggiano come in un twist alla moviola, senza contare i gay contorsionisti che ancheggiano senza requie avvinti come l’edera. E piazza Santo Stefano si trasforma immediatamente in un enclave laica di un’Amsterdam Cubana, una vacatio legis, dove tutto è permesso e dove lo scorrere del tempo si inverte e gli invertiti si invertono. In questa italia bigottolica non è cosa da poco: sono i miracoli del talento.
Insomma che bellezza!
E poi Ornella tra una canzone l’altra parla, impertinente e capricciosa come un bassotto, prende in giro Vasco Rossi con la lingua di un serpente che ancora gli permette di strisciare anche tra le note più ripide.
Racconta della sua vita, delle sue illustre collaborazioni e quando la senti parlare ti accorgi della differenza che c’è tra qualcuno che possiede talento e chi possiede talento e classe. Praticamente un abisso: che la sua voce riesce tranquillamente a saltare anche ora che ha più di 70 anni.
Cominciano i latin scritti assieme a Toquino e le canzoni di Vinicius de Moraes tradotte in italiano per lei. Mi chiedo: perché oggi non riusciamo più a scrivere musica del genere? Perché anche cantanti dotate tipo Giorgia o la Pausini se messe vicino a Ornella e Co. sembrano cantanti da oratorio?? E non mi riferisco all’aspetto strettamente vocale quanto a quello musicale, testuale e via dicendo e discorrendo. E poi, parliamoci chiaro, quando Ornella è entrata, c’era di che prosternarsi: non è che lei si muova più di tanto sul palco – ovviamente 70 anni e 7 cm di tacco sarebbero coefficienti di difficoltà anche per Nadia Comaneci – ma ugualmente la sua presenza è magnetica.
E mentre fioriscono i baci omologhi e le nonnette oliano le giunture e scaldano le cartilagini residue, penso che sono anch’io un amante di Ornella e ancor di più vorrei esserlo perché il fatto che sia stronza come poche, me la fa amare ancora di più.
A lei posso perdonarlo perché alla classe si perdona tutto. Ma bisogna essere provvisti di classe, molta classe, e oggi Ornella è una delle poche a cui posso perdonarlo.
Forse l’unica. Per le altre c'è lo zero a zero in casa col poggibonsi.
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