Lo dice anche il New York Times che l’Italia è un budino… si potrebbe dire anche una merda in putrefazione.
Leggendo l’articolo punto a punto non si può dire che non abbiano ragione. La difesa d'ufficio di Napolitano, putroppo, è stata patetica.
La cosa divertente è che senza aspettare il New Yourk Times – Giorgio Gaber questo articolo l’aveva già scritto sotto forma di canzone (che ripropongo moooolto volentieri e per la seconda volta: incredibile non passa mai di moda!). E’ stata pubblicata nel disco postumo “io non mi sento italiano” nel 2003 e quindi scritta sicuramente prima di questa data. Questo dimostra che non siamo noi italiani ad essere rincoglioniti o a non capire in che acque stiamo navigando. Ma le responsabilità ci sono e sono precise. E sono da imputare a persone ben precise: la nostra classe politica. Solo che è inutile imputare qualcosa a qualcuno in un paese in cui non c’è né la certezza del diritto né la certezza della pena. .. è inutile: è un paese in metastasi. E Pasolini a proposito della sua Italia disse “ sprofonda, libera il mondo…” e io mi associo alla sua preghiera. Cortesemente, Italia d'oggi, fatti da parte, sprofonda… libera il mondo. Nell’aggiornare la galleria degli orrori segnalo un episodio fresco fresco: ieri sera l’ex premier, Sivietto, è andato a Controcampo a parlare di calcio e ha letto una lettera strappalacrime – peggio del libro cuore – che lui dice aver dedicato al padre quando il Milan vinse la prima coppa intercontinentale sotto la sua presidenza… ovviamente è un ottimo pezzo di cabaret.
E ha osato anche far credere che
a)che non fosse una cosa preparata e concordata con il conduttore che gentilmente lo "ha pregato" di leggerla ai telespettatori.
b)che non fosse stata scritta mezz’ora prima dai suoi collaboratori… (si vedeva benissimo: toccava tutte le su metafore elettorali del buon padre di famiglia, topoi cattolici etc etc etc..una maialata assurda).
c) non ha bisogno degli occhiali per leggere! Questa è una chicca: il testo probabilmente era stampato in carattere 25... ma si sa: silvio ci vede meglio ora che da giovane. Anche B.M. si faceva stampare i discorsi a caratteri cubitali per non indossare occhiali:D
Infine uno spettatore invade il palco dicendo che Berlusconi gli ha rovinato la vita… il video era su you tube, ma ora è stato rimosso..peccato.
Vaffanculo Silvio e vaffanculo pure Piccinini (il conduttore): è vero che chi guarda Controcampo o è un demente, o cerca un modo per evitare il ricorrente tentativo di suicidio domenicale, oppure vuol vedere le gambe della Canalis, ma voi siete pietosi..dai! Meglio Maurizio Mosca!
lunedì, dicembre 17, 2007
lunedì, dicembre 10, 2007
La Sezione con Luttazzi
Solidarietà a Daniele Luttazzi: non sempre sono d'accordo con lui. Ma gli sono solidale sopratutto perchè i giornali hanno fatto credere che fosse stato licenziato per aver insultato Giuliano Ferrara...ma via...Mica è così stupido Ferrara. Probabilmente è una faccenda che riguarda censure Purpuree... vedremo. Intanto Solidarietà a Luttazzi. Non è che mi faccia pena: come al solito lui esagera sempre e ormai c'ha preso gusto a fare il perseguitato anche perchè ci guadagna moltissimo. La vita non gli va male, riempe i teatri dovunque vada. Scrive libri che vendono moltissimo; però gli sono solidale perchè l'Italia è una beffa di paese. E sopratutto gli sono solidale perchè fin'ora la 7 aveva mandato in onda ottimi reportage (vedi quello di NEXT sui preti pedofili che prima di farlo passare in Rai ci sarebbe voluto l'atto di dolore) ma ora sembra che anch'essa si sia Genuflessa. Speriamo di no.
http://www.danieleluttazzi.it/
http://www.danieleluttazzi.it/
venerdì, novembre 23, 2007
Maestro, molli il personaggio… dica la battuta un po’... alla cazzo di cane!
Questo video è uno spezzone della sitcom italiana in onda su Fox, BORIS.
Inutile dire che la sit com è molto divertente, ma non è questo l’argomento.
L’argomento è “dilla alla cazzo di cane” oppure “falla alla cazzo di cane”.
E’ un po’ che mi interrogo su libri, lezioni universitarie, spettacoli teatrali, et similia, che a tutta prima mi sembrano fatti alla cazzo di cane. Tuttavia riscuotono grande successo. Non solo di pubblico ma anche di critica. Anzi, soprattutto di critica. E badate bene , non sto parlando dei prodotti commerciali o di main stream, giacché su quelli dare un giudizio è più semplice, ma di tutti quei prodotti culturali da super intellettualoidi la cui struttura è spesso nebuolsa, arcana e paiono fatti in modo che nessuno possa capirci assolutamente niente… eh certo – mi dicono – ma tu sei un reazionario!!!! Non hai capito niente… quel che conta è la performance! L’atmosfera, il senso profondo che va oltre il significato verbale, visivo e sonoro… è un’esperienza vitale, non intellettuale!!! E i miei amici intellettuali mi danno una pacca sulla spalla.
E sì - rispondo io - ma se voglio fare un’esperienza vitale, vado a farmi un giro e non spendo 15 euro per vedere - per esempio - gente che si agita convulsamente su un palco e non spiccica parola. O peggio, sposta mobili per 15 minuti e alla fine della performance si inchina come Rudy Nurejev! Vado al Mercatone Uno a vedere spostare mobili!!! (non farò il nome di questa compagnia teatrale, la quale è acclamata in tutta europa, soprattutto in francia… pensate voi).
Mi chiedo quale possa essere il motivo di questa transustanziazione da merda a cioccolato: a volte guardo negli occhi le persone e dico “ ma davvero ti piace sta’ roba????” e loro “ma è bellissimo”. E io… “ok, sono io che non ho gusto”.
In effetti, le cose fatte alla cazzo di cane hanno un fascino misterioso, forse perché si tende quasi sempre a dare un’interpretazione a quanto si vede anche se la cosa in questione ne è completamente sprovvista.
Credo sia l’istinto socializzato (e quindi ben poco primordiale) di coprire i buchi interpretativi, il miracolo della semiosi come direbbe Eco, che realizza questa epifania del significato. Sempre più spesso mi capita di andare a teatro, e, nell’incontrare amici per il solito birrozzo dopoteatrale, alla domanda “di che parlava lo spettacolo?” il mio viso scolora e mio malgrado devo rispondere “di nulla..boh”. A volte, per il gusto della variatio, opto anche per il “non me lo ricordo” e allora i visi loro scolorano pensando che io si afflitto da una forma precoce di Alzheimer: e i miei amici non intellettuali mi danno una pacca sulla spalla.
Vabbè…vedrem… al prossimo spettacolo starò più attento.
Inutile dire che la sit com è molto divertente, ma non è questo l’argomento.
L’argomento è “dilla alla cazzo di cane” oppure “falla alla cazzo di cane”.
E’ un po’ che mi interrogo su libri, lezioni universitarie, spettacoli teatrali, et similia, che a tutta prima mi sembrano fatti alla cazzo di cane. Tuttavia riscuotono grande successo. Non solo di pubblico ma anche di critica. Anzi, soprattutto di critica. E badate bene , non sto parlando dei prodotti commerciali o di main stream, giacché su quelli dare un giudizio è più semplice, ma di tutti quei prodotti culturali da super intellettualoidi la cui struttura è spesso nebuolsa, arcana e paiono fatti in modo che nessuno possa capirci assolutamente niente… eh certo – mi dicono – ma tu sei un reazionario!!!! Non hai capito niente… quel che conta è la performance! L’atmosfera, il senso profondo che va oltre il significato verbale, visivo e sonoro… è un’esperienza vitale, non intellettuale!!! E i miei amici intellettuali mi danno una pacca sulla spalla.
E sì - rispondo io - ma se voglio fare un’esperienza vitale, vado a farmi un giro e non spendo 15 euro per vedere - per esempio - gente che si agita convulsamente su un palco e non spiccica parola. O peggio, sposta mobili per 15 minuti e alla fine della performance si inchina come Rudy Nurejev! Vado al Mercatone Uno a vedere spostare mobili!!! (non farò il nome di questa compagnia teatrale, la quale è acclamata in tutta europa, soprattutto in francia… pensate voi).
Mi chiedo quale possa essere il motivo di questa transustanziazione da merda a cioccolato: a volte guardo negli occhi le persone e dico “ ma davvero ti piace sta’ roba????” e loro “ma è bellissimo”. E io… “ok, sono io che non ho gusto”.
In effetti, le cose fatte alla cazzo di cane hanno un fascino misterioso, forse perché si tende quasi sempre a dare un’interpretazione a quanto si vede anche se la cosa in questione ne è completamente sprovvista.
Credo sia l’istinto socializzato (e quindi ben poco primordiale) di coprire i buchi interpretativi, il miracolo della semiosi come direbbe Eco, che realizza questa epifania del significato. Sempre più spesso mi capita di andare a teatro, e, nell’incontrare amici per il solito birrozzo dopoteatrale, alla domanda “di che parlava lo spettacolo?” il mio viso scolora e mio malgrado devo rispondere “di nulla..boh”. A volte, per il gusto della variatio, opto anche per il “non me lo ricordo” e allora i visi loro scolorano pensando che io si afflitto da una forma precoce di Alzheimer: e i miei amici non intellettuali mi danno una pacca sulla spalla.
Vabbè…vedrem… al prossimo spettacolo starò più attento.
domenica, novembre 11, 2007
Un'offerta fuori tempo massimo - La rivincita di Natale

Ho sempre sentito dire in giro, dai film, dai libri di Dostoevskij in particolare, che una volta che si è stati in carcere per molto tempo, non è facile uscirne. Non è facile riabituarsi alla libertà: il reinserimento nella società è molto complesso: è come prendere un intercity in corsa.
Ho sempre sentito dire che perdere tutto a una partita di poker sia come sopravvivere alla propria morte, ma senza avere i soldi del taxi per tornare a casa. Se un giorno venissero a dirvi – dopo tre anni di povertà e di faticosa ricostruzione - che quella partita era truccata e che quelli del tavolo avessero deciso, ora e motivi apparentemente inconsistenti, di ridarvi la rivincita, che fareste? Minimo minimo, io sospetterei.
Bene, io da due settimane mi trovo in questa esatta condizione. Quella di chi ha ricevuto - all’improvviso - una specie di agognato riconoscimento, un sogno di libertà durato tre anni. E ora è arrivato. Come un fulmine in una scatola di fiammiferi. Senza nessuno preavviso e anzi quando era già da un po’ che avevo smesso di reclamare. Beh sarà capitato anche voi qualche grazia, talmente tanto insperata da farvi insospettire???
Ho sempre sentito dire che perdere tutto a una partita di poker sia come sopravvivere alla propria morte, ma senza avere i soldi del taxi per tornare a casa. Se un giorno venissero a dirvi – dopo tre anni di povertà e di faticosa ricostruzione - che quella partita era truccata e che quelli del tavolo avessero deciso, ora e motivi apparentemente inconsistenti, di ridarvi la rivincita, che fareste? Minimo minimo, io sospetterei.
Bene, io da due settimane mi trovo in questa esatta condizione. Quella di chi ha ricevuto - all’improvviso - una specie di agognato riconoscimento, un sogno di libertà durato tre anni. E ora è arrivato. Come un fulmine in una scatola di fiammiferi. Senza nessuno preavviso e anzi quando era già da un po’ che avevo smesso di reclamare. Beh sarà capitato anche voi qualche grazia, talmente tanto insperata da farvi insospettire???
Troppa intempersitivà mi mette in allarme: sarà che non sono più abituato alle smancerie della sorte, alle carezzucce della moira, sono due settimane che me ne sto guardingo come un gatto davanti a una cavalletta. Peccato però che io mi senta la cavalletta. E tanto più che quelli che una volta sono stati i miei accusatori, ora mi chiedono scusa e mi dicono anche che mi “stimano”. Figuriamoci!
Tutta questa situazione mi ha ricordato uno dei miei film preferiti: in realtà sono due, uno il sequel dell’altro. Si tratta de “il regalo di Natale” e “La rivincita di Natale” di Pupi Avati.
Guardatevi il breve trailer:
Tutta questa situazione mi ha ricordato uno dei miei film preferiti: in realtà sono due, uno il sequel dell’altro. Si tratta de “il regalo di Natale” e “La rivincita di Natale” di Pupi Avati.
Guardatevi il breve trailer:
La trama è molto semplice e la dedurrete dal trailer: il personaggio interpretato da Abatantuono quindici anni prima perde una partita di poker... e rimane in mutande. La partita era tra “amici”: le carte erano truccate e al tavolo c’era un vero professionista, l’avvocato – interpretato da Carlo Delle Piane – che alla fine si spartisce la vincita assieme agli amici bastardi di Abatantuono.
Parecchi anni dopo Abatantuono vuole la rivincita dall’avvocato e chiede ai suoi “amici” di organizzare la medesima partita… e come andrà a finire???Guardatevi il film…
Ecco, io vorrei quella rivincita! Ma credo che se me la concedessero, proprio non dovrei accettarla. E mandare tutti affanculo...
Parecchi anni dopo Abatantuono vuole la rivincita dall’avvocato e chiede ai suoi “amici” di organizzare la medesima partita… e come andrà a finire???Guardatevi il film…
Ecco, io vorrei quella rivincita! Ma credo che se me la concedessero, proprio non dovrei accettarla. E mandare tutti affanculo...
Nel film, il personaggio dell’avvocato, intepretato dal piccolo-grande Carlo Delle Piane, rappresenta un po’ il destino: è un ometto insignificante, anonimo, ricchissimo e praticamente imbattibile a poker. Un signor “cabina”, uno qualunque, detto "cabina" perché sciapo come una cabina di cavi della telecom , un signor nessuno, eppure potentissimo.
… come andrà a finire? Non lo so, Natale è alle porte.
… come andrà a finire? Non lo so, Natale è alle porte.
Se è capitata anche a voi una "rivincita di Natale" fatemelo sapere..please!
mercoledì, ottobre 10, 2007
LA MERDEIDE
Finalmente ecco che trova soddisfazione una lunga ricerca nel cono d’ombra della letteratura scatologica.
Poiché è arcinoto che non ci si può mondare dai peccati se non li si ha compiuti prima, altrettanto è per la letteratura. Insozzare i versi e la prosa e poi slordarsi e asciugarsi con pagine dantesche è opera da far guadagnare il paradiso a chiunque vi ponga mano. E nel caso del poemetto che vi sto per presentare, il porvi mano varrà una metafora ributtante ancorché irresistibile.
Ecco uscire dal cilindro della Sezione Lipparini un altro campione di facezie: dopo Pietro Aretino(il gran poeta tosco che di tutti parlò mal fuori che di Cristo, scusandosi col dir: non lo conosco) e i suoi sonetti lussuriosi, arriva La Merdeide di Tommaso Stigliani. Poemetto sugli stronzi di Madrid risalente al primo ‘600.
Non dico altro c’è tutto nel link.
Ps: il fatto che in questo momento, si potrebbe scrivere un poemetto sulla mia vita e, senza far torto alla tassonomia né ai generi letterari, lo si potrebbe chiamar Merdeide, non fa che rafforzare il mio amore per la letteratura: enjoy!
Poiché è arcinoto che non ci si può mondare dai peccati se non li si ha compiuti prima, altrettanto è per la letteratura. Insozzare i versi e la prosa e poi slordarsi e asciugarsi con pagine dantesche è opera da far guadagnare il paradiso a chiunque vi ponga mano. E nel caso del poemetto che vi sto per presentare, il porvi mano varrà una metafora ributtante ancorché irresistibile.
Ecco uscire dal cilindro della Sezione Lipparini un altro campione di facezie: dopo Pietro Aretino(il gran poeta tosco che di tutti parlò mal fuori che di Cristo, scusandosi col dir: non lo conosco) e i suoi sonetti lussuriosi, arriva La Merdeide di Tommaso Stigliani. Poemetto sugli stronzi di Madrid risalente al primo ‘600.
Non dico altro c’è tutto nel link.
Ps: il fatto che in questo momento, si potrebbe scrivere un poemetto sulla mia vita e, senza far torto alla tassonomia né ai generi letterari, lo si potrebbe chiamar Merdeide, non fa che rafforzare il mio amore per la letteratura: enjoy!
venerdì, ottobre 05, 2007
Veronica e i criceti

Devo interrompere il mio silenzio, mi dispiace, ma non posso tacere oltre.
Sarò molto breve.
Veltroni è stato zitto per un po’ di tempo, si è tenuto Au-dessus de la mélée per quanto riguarda, grillismo etc etc.
Però ora è tornato in grande stile con una cazzata micidiale. Degna di un leader che, come tutti i nostri potenziali leader ha perso i contatti con la realtà. E se queste sono mosse per avvicinarsi alla società civile: complimenti Veltroni! Ammazza aò! Il genio della politica italiana si è sbizzarrito.
Avrete capito di certo a cosa mi riferisco, no? Al fatto che Veltroni vuole in squadra Veronica Lario. E va bene, bella donna, intelligente, colta, sofisticata, due spanne sopra il marito ( in tutti i sensi, al netto dei sopratacchi di Silvio). Però, in virtù di cosa VeronicaLario dovrebbe avere un posto nel partito democratico?
Quali meriti? Quali competenze?
E soprattutto perché Veronica sì e Cristiano Malgioglio no? Cristiano Malgioglio ha scritto delle bellissime canzoni per Mina.
Perché Veronica Lario sì e Vanna Marchi no?Aò, Vanna si è fatta da sola, sfido chiunque a fare quello che ha fatto lei, è una lady di ferro, altro che la Thacher!
Perché Veronica Lario sì e Platinette no? Guardate che Platinette spacca eh, è un uomo intelligentissimo e sofisticato.
Ora, se la provocazione di Veltroni voleva mettere in risalto l’esiguità estetica di Rosy Bindi ok, transeat. Però resta il fatto che è un’affermazione da 2 in pagella per tutti quelli che alle primarie ci andranno sperando in qualcosa di nuovo. E poi caro Veltroni sapere che la Bindi ti ha scavalcato a sinistra non ti fa un po’ senso? Sarebbe come se io un giorno svegliandomi scoprissi di essere diventato ciellino. E Formigoni mi portasse la colazione a letto. Che incubo!
Secondo me, la notizia più interessante del giorno è che Diego A. Golombek, dell'università nazionale di Quiles, Argentina, ha scoperto che il viagra può essere assunto dai criceti per superare i disturbi provocati da cambiamento del fuso orario. E ha vinto il premio ig-nobel! Veltro, se scopri che Veronica Lario può aiutare i maschi di sinistra a provare desiderio sessuale per Rosy Bindi, e quindi a far sì che le mogli votino te per non avere per casa uomini comunisterotomani che ogni sera si eccitano davanti a tg parlamento, il prossimo anno lo vinci anche tu! Ad astra per aspera!
Sarò molto breve.
Veltroni è stato zitto per un po’ di tempo, si è tenuto Au-dessus de la mélée per quanto riguarda, grillismo etc etc.
Però ora è tornato in grande stile con una cazzata micidiale. Degna di un leader che, come tutti i nostri potenziali leader ha perso i contatti con la realtà. E se queste sono mosse per avvicinarsi alla società civile: complimenti Veltroni! Ammazza aò! Il genio della politica italiana si è sbizzarrito.
Avrete capito di certo a cosa mi riferisco, no? Al fatto che Veltroni vuole in squadra Veronica Lario. E va bene, bella donna, intelligente, colta, sofisticata, due spanne sopra il marito ( in tutti i sensi, al netto dei sopratacchi di Silvio). Però, in virtù di cosa VeronicaLario dovrebbe avere un posto nel partito democratico?
Quali meriti? Quali competenze?
E soprattutto perché Veronica sì e Cristiano Malgioglio no? Cristiano Malgioglio ha scritto delle bellissime canzoni per Mina.
Perché Veronica Lario sì e Vanna Marchi no?Aò, Vanna si è fatta da sola, sfido chiunque a fare quello che ha fatto lei, è una lady di ferro, altro che la Thacher!
Perché Veronica Lario sì e Platinette no? Guardate che Platinette spacca eh, è un uomo intelligentissimo e sofisticato.
Ora, se la provocazione di Veltroni voleva mettere in risalto l’esiguità estetica di Rosy Bindi ok, transeat. Però resta il fatto che è un’affermazione da 2 in pagella per tutti quelli che alle primarie ci andranno sperando in qualcosa di nuovo. E poi caro Veltroni sapere che la Bindi ti ha scavalcato a sinistra non ti fa un po’ senso? Sarebbe come se io un giorno svegliandomi scoprissi di essere diventato ciellino. E Formigoni mi portasse la colazione a letto. Che incubo!
Secondo me, la notizia più interessante del giorno è che Diego A. Golombek, dell'università nazionale di Quiles, Argentina, ha scoperto che il viagra può essere assunto dai criceti per superare i disturbi provocati da cambiamento del fuso orario. E ha vinto il premio ig-nobel! Veltro, se scopri che Veronica Lario può aiutare i maschi di sinistra a provare desiderio sessuale per Rosy Bindi, e quindi a far sì che le mogli votino te per non avere per casa uomini comunisterotomani che ogni sera si eccitano davanti a tg parlamento, il prossimo anno lo vinci anche tu! Ad astra per aspera!
lunedì, settembre 24, 2007
Pausa di riflessione
Dopo un po’, dai e dalli, arriva il momento che basta. Perché è proprio quel momento che basta a tutto, basta solo lui a far da epitome ad anni interi di vita, e in un colpo riassume, dando un senso cosmico - ovvero di vuoto siderale - a tutto quanto hai vissuto sinora. Eppure era una vita così densa la mia, che a vederla ora, riassunta in un attimo, mi sento come di fronte a un’opera d’arte contemporanea. E il senso è quello di non sapere nulla. Dire che non ci capisco niente sarà persino troppo banale, ma mai quanto banale è l’esito fulmineo e balenante di quest’attimo. Un nulla gonfio di vita e dunque ancor più inutile: non ci si fa nulla di una stanza piena di chincaglierie: per quanto pittoresche siano, son sempre chincaglierie.Il problemuccio di fondo è che quando il pugile avversario capisce che t’ha rotto una costola, mena sempre lì. Soprattutto quando il tuo peggior avversario sei tu stesso e non perché sei masochista, ma perché per tenerti in allenamento o trovi uno sparring parter degno oppure ti massacri da solo. Non c’è uscita.
Se anche quando potresti essere contentino, non lo sei perché talmente esigente con te stesso non ti accorgi nemmeno che da te si può esigere ben poco e non sono gli altri a esigerlo ma tu solo - perché poi ‘sto gran cadeau non sei e non lo sarai mai, e gli altri lo sanno già - e che dunque faresti meglio a esigere solo il minimo sindacale per tirare avanti quella baracca esistenziale che è la tua vita, allora, allora dico, è tempo di fermarsi un attimo: giusto per non sprecar parole per dire cose nuove ma che dette così sembran già dette e affinchè tutto non si trasformi in un gigantesco deja vu.
Per questo vi saluto per un po’… vado in rehab.
Ps: la foto coglie due piccioni con una fava: rispecchia il mio stato d'animo ed è un tributo al grande marcel.
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